I DOLCI DI NATALE

I dolci di Natale

I dolci di Natale

dicembre 16 2018

1 lezione

9:30 - 13:00

8 posti disponibili

€ 60.00

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Dalla Campania all'Inghilterra per un viaggio tra le delizie natalizie tra roccocò, mostaccioli, struffoli e pan di zenzero,potrai creare il tuo Gingerbread man personalizzato!

Chi non si lascia sedurre dall’atmosfera natalizia e dai profumi che a partire dall’8 dicembre inebriano le nostre cucine?

Beh Natale non è tempo per le diete perciò diamoci da fare!

Il corso di cucina sui dolci di Natale ti permetterà di realizzare dolci tipici della tradizione campana come roccocò, struffoli e mostaccioli, torrone morbido ,ma per non essere di vedute ristrette faremo un salto in Inghilterra, dove il profumo del dolce pan di zenzero prende forma nel mitico Gingerbreadman.

Avete mai provato ad appendere questi splendidi omini decorati all’albero di Natale? Sono bellissimi!!!

Il corso di cucina dei dolci di Natale ha la durata di circa 3 ore in cui sarai tu a creare da zero queste delizie da assaggiare poi con tutti gli altri corsisti.

Impasti, decorazioni, e stampi vari saranno i tuoi compagni per una mattinata all'insegna della dolcezza.

Curiosità e Storia

Chi ha inventato gli struffoli? Non i napoletani, nonostante la loro proverbiale creatività. Pare che nel Golfo di Napoli ce li abbiano portati i Greci, al tempo di Partenope. E dal greco deriverebbe il nome  “struffolo”: precisamente dalla parola  “strongoulos”, arrotondato. Gli struffoli si sono spinti in tutta l’Italia Centro-meridionale.

Due famosi trattati di cucina del 1600, il Latini e il  Nascia, citano come “strufoli - o anche struffoli -  alla romana” dei dolci preparati alla stessa maniera degli struffoli napoletani. In Umbria e in Abruzzo lo struffolo si chiama cicerchiata, perché le palline di pasta fritta legate col miele hanno la forma di cicerchie tipici.  Quindi, due nomi (struffoli e cicerchiata) per uno stesso dolce. Ma pure l’opposto: due dolci diversi con lo stesso nome. Struffoli, per l’appunto.

Gli abitanti della Tuscia, regione intorno a Viterbo, chiamano ancora oggi struffoli quelle frittelle di pasta soffice e leggera che altrove vengono definite “castagnole”, e si mangiano a Carnevale.

Gli struffoli si trovano pure a  Palermo, con qualche piccola ma non sostanziale variante, una delle quali consiste nella perdita di una f (“strufoli). Nella preparazione degli struffoli molto è lasciato al naso (hanno un bell’aroma),  ma nulla è lasciato al caso. Ciascuna pallina di pasta fritta è  un capolavoro di ingegneria domestica, selezionato in centinaia d’anni di sperimentazione nelle cucine di ogni tipo.

Perché il vero struffolo dev’essere piccolo? Perché così aumenta la superficie di pasta che entra in contatto  col miele, e il sapore ne guadagna. E questo avviene soltanto se si confezionano delle palline di pasta di piccole dimensioni. Gli struffoli migliorano la qualità della vita. Lo fanno adesso e figuriamoci quanto lo facevano prima: fino a pochi anni fa la vita media era molto più breve, e in media, molto più grama. Si mangiava poco e male, fuorché a Natale e alle feste comandate. Il miglior rapporto pasta/miele migliora i rapporti familiari, almeno durante le festività natalizie!!!!

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Foto 1 - Corso di cucina: i dolci di Natale
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Foto 3 - Corso di cucina: i dolci di Natale
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Foto 5 - Corso di cucina: i dolci di Natale

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